Sbornia post CinemArcord
- 3 mar 2016
- Tempo di lettura: 3 min
Domenica 28 febbraio si è svolta la seconda edizione di questo festival che unisce appassionati vecchi e nuovi del cinema vecchio e nuovo.
Nelle due ampie sale, assieme ai cimeli che rimandano a pellicole di successi recenti e passati ( anche se sarebbe meglio dire "vecchi e nuovi"), sono stati ospitati espositori di memorabilia, vinili, oggettistica e libri, di cui mi occupo personalmente collaborando da tempo immemore con Il Foglio Letterario di Gordiano Lupi.
I curiosi sono stati centinaia, come anche gli acquirenti. E' sempre bello vedere che qualcuno, nonostante le asfissianti offerte da supermercato, da amazon, da marchi editoriali sempre più ciclopici, riesca ad aver voglia, perchè di questo si tratta, di cercare un prodotto diverso, con un'anima, una progettazione, una diffusione differente.
La piccola editoria sopravvive grazie a persone che nella giornata di domenica ci hanno spazzolato via quasi 50 titoli. Gente che ci tiene a galla per merito di un passaparola e di una curiosità che non sarà mai spenta, grazie al cielo, dalle gettate di piscio dei wattpad dell'ultimo minuto. Abbiamo una storia fatta di strada e sterro e, nonostante l'ingresso in Feltrinelli e il premio Strega e tutte le altre menate da major, non la dimentichiamo, la onoriamo e la continuiamo fieramente a percorrere.
Oltre al pistolotto promozionale faccio presente che è stata anche l'occasione per vedere amici, questi sì inevitabilmente vecchi e nuovi.
Ve li riporto nelle singole foto, per far fede al loro impegno e alla loro dedizione. Se vi capita il prossimo anno di fare un salto a Milano per la terza edizione, ammesso che ci sia, cercate di non mancare. La presentazione di questi cinque ceffi è stata spettacolare, ha tenuti incollati alla sedia personaggi del calibro di Andrea Carlo Cappi, uno dei giallisti milanesi più di culto dell'ultimo secolo.

Fabio Zanello, direttore della collana cinema del Foglio Letterario, presenta il catalogo. Ha parlato anche del suo freschissimo "Il cinema di Claudio Caligari", appena uscito dalla stamperia. Alla sua destra Mario Gerosa e alla sua sinistra il giovane Juri Saitta.

Juri Saitta, classe 1987, parla del suo libro, "Il cinema di Pablo Larrain", grande successo editoriale nonostante la recentissima uscita.

Fabrizio Fogliato, uno degli autori di vecchia data, snoda l'ordito che lo ha portato a scrivere "Italia Ultimo Atto Vol.1" e "Luigi Scattini: tra inferno e paradiso", vero masterpiece della rassegna meneghina. Le sue copie sono state esaurite completamente nella sola mattinata.

L'autorità in ambito di critica cinematografica di Mario Gerosa è nota a tutti gli adetti ai lavori. Non si contanto più i suoi lavori, tutti originali e meritevoli di grande attenzione. "Il cinema di Roger Vadim" è il suo ultimo libro, ma non si possono dimenticare le sue monografie su Tony Scott, Schoedsack e Terence Young.

Nico Parente, mattatore della serata, ci ha parlato di due suoi grandi successi: "Mare blu: la morte bianca" e "L'esorcista: quarant'anni dopo". Lo scrittore non smentisce la vena orrorifica che gli scorre in corpo al posto del sangue.

Questo è invece lo stand del Foglio Letterario. Capeggiano in basso i Foglietti, arma di distruzione dell'ignoranza di massa, narrativa DIY a 1 euro che ha spopolato e ha suscitato la curiosità di molti.
A questo punto non resterebbe che ringraziare il Museo del Cinema Fermo Immagine di Milano, Bloodbuster, tutti i volontari e le volontarie che si sono spiallati il culo per realizzare un evento come questo e salutarci tutti al prossimo anno...
...e invece no. Perchè il prossimo anno rischia di non esserci. La proprietà che affitta il locale alla gestione del Museo Fermo Immagine sembra non sia intenzionata a prolungare il contratto, sfrattando a norma di legge qualcosa che funziona anche se, probabilmente, non remunera come una friggitoria cinese. Il comune di Milano non vuole metterci becco e, se anche pare che sia già pronta una nuova sistemazione per il Museo, domenica girava una petizione che chiedeva di rinviare l'istanza di sfratto, praticamente già fissata per questo marzo.
Al limite propongo l'occupazione. Macao insegna, far sentire la propria voce non solo si può, ma si deve.




















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